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DIARIO DEI VISITATORI

[ 1507 messaggi sul diario - pag 1 di 151 ]
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ricou
di peizana ha scritto:
son contento,perchè finalmente il presidente di questa repubblica,di cui vorrei non farne parte si è finalmente smascherato per quello che è. Bravo sig.presidente è cosi che si fa, bisogna firmare tutti i decreti presentati da un governo di ladri ..
[ #
06/03/2010 14.23.05 ]
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lionello
di giaveno ha scritto:
ciao,
vi conoscevo di nome, ma non vi avevo mai visti.
Sabato 27 febbraio finalmente ho avuto questa opportunità a Mezzenile durante la manifestazine in ricordo di Mario Contu e Alberto Cesa. VERAMENTE BRAVI.
Lionello
[ #
04/03/2010 20.41.55 ]
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Mariano Allocco
di Prazzo ha scritto:
Pensieri eterodossi su predatori e prede.
Parliamoci chiaro, la presunzione della 'convivenza possibile' tra predatore e animali in alpeggio è un assunto ideologico. In val Maira l’alpeggio ovino ha chiuso, tra breve andrà ridiscusso quello brado di bovini e equini e l’alpeggio così come lo si è gestito per secoli non sarà più possibile.
Il nuovo piano di difesa degli ovini dal lupo della Regione (delibera Giunta n° 38 del 15/2) prevede la sorveglianza continua del gregge, il confinamento notturno degli animali, i cani da guardiania, i dissuasori acustici, la gestione coordinata delle greggi fra più soggetti e “il Piano aziendale dovrà valutare anche la possibilità di variare la zona di monticazione temporaneamente, definitivamente o per parte della stagione di alpeggio” (!?!?), ecc..
Un piano per me velleitario se finanziato con soli 74.000 € che vanno comunque ad aggiungersi alle centinaia di migliaia di euro già spesi e che mette la parola fine dell’attuale modo di gestire gli alpeggi.
Invito però ad allargare l’orizzonte dell’analisi a quanto sta succedendo sui monti anche su altri piani, per cercare di capire il perché di un approccio da parte della struttura di potere che ha la sua centralità sull’ambiente e le sue risorse e considera marginali gli interessi e i problemi dell’uomo che lo vive..
E se, per assurdo, il problema in montagna non fossero i lupi, ma la presenza dei montanari?
Se così fosse, e comincio a credere che lo sia, capirei la riduzione dei servizi nei comuni alpini, il disinteresse ai ragazzi che vanno alle superiori dalle testate di valle, la disapplicazione silente della legge nazionale per la montagna, il tener fuori le zone alpine dai collegamenti telematici, l’attuale impianto istituzionale, il disegno dei confini dei collegi elettorali, ecc..
Allora va bene stanziare centinaia di migliaia di euro per gestire il lupo e glissare, ad esempio, sui sussidi per i giovani studenti e sulla defiscalizzazione per le imprese alpine, si comprende allora il disinteresse sulla questione montana, l’interesse per lo sfruttamento delle ultime risorse delle valli e le decisioni by partisan sulle grandi infrastrutture.
Tutte cose che il lupo non mette in discussione, ma il montanaro sì, allora mi chiedo se in una società che scivola inconsciamente verso un reality collettivo e quotidiano ci sia ancora spazio per il montanaro.
Il pastore è da tempo accusato di 'mancanza di una cultura di convivenza con il predatore', ma qui bisognerà far chiarezza su chi è il predatore e chi la preda, tornerò sull’argomento.
Un’ultima raccomandazione, visto che siamo in campagna elettorale, guardate che le considerazioni di cui sopra sono rivolte “a l’ase e a qui lo tocha”, all’asino e al suo conduttore, alla destra e alla sinistra.
Mariano
[ #
03/03/2010 12.11.47 ]
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presidio no tav "La Trippa" San Antonio
ha scritto:
Eravamo rimasti alle cariche violente e alle “palle” raccontate da militari
e da buona parte dei giornali.
Questa settimana le trivelle sono state ferme e le lingue dei soliti
politici molto in movimento.
Venerdì 19 l’immediata risposta della popolazione alle cariche e in
solidarietà ai due feriti, Marinella e Simone. Almeno 5000 persone in strada
mobilitate in meno di 24 ore.
Intanto la comunità montana chiede un incontro urgente al prefetto per
invitarlo a sospendere i sondaggi, sia per questioni di ordine pubblico, sia
per la loro inutilità.
Ma prima del prefetto iniziano a muoversi le lingue.
Più o meno in sequenza:
Virano in missione in Francia con quello che rimane del suo osservatorio,
commenta che in Valle di Susa ci sono 100 estremisti di cui 50 venuti da
fuori e che con i sondaggi si deve andare avanti.
Il Pd, a nome di Esposito, emette un comunicato farneticante dove si
solidarizza solo e unicamente con le forze dell’ordine; per Esposito i due
manifestanti gravemente feriti e ancora in ospedale, se la sono cercata e
la Valle di Susa è ostaggio degli anarco-insurezionalisti.(?!)
Chiamparino propone sindaco Virano. Sì, avete capito bene, proprio colui che
orami da anni tenta, senza riuscirci, di prendere il giro la popolazione
Valsusina. Sarà per le sua capacità di raccontare bugie che Chiaparino lo
vede bene come suo successore?
La Bresso ribadisce la tesi dei pochi estremisti valsusini e giustifica il
comportamento delle forze dell’ordine. Anche per lei i sondaggi devono
andare avanti.
Il PDL compatto difende le forze dell’ordine e chiede di non fermarsi.
Infine il prefetto Padoin comunica a Plano, presidente della Comunità
Montana, che i sondaggi vanno avanti e che non potranno essere pochi
estremisti a fermare un opera come il Tav. Bravo! I politici dettano e lui
esegue.
In mezzo a tutto ciò perquisizione a radio Black out, unica radio che da
voce alle ragioni della Valle di Susa, e arresti di antirazzisti per reati
che, se fossero poi dimostrati, possono essere puniti al massimo con multe e
querele.
Ci fermiamo qui e ricordiamo solo due cose:
Sono 20 anni che la Valle di Susa si oppone al Tav. Un mese fa 40 mila
persone (su 60 mila abitanti) sono scese in piazza per ribadire la loro
intenzione di difendere la valle dal tav. I soliti 40 mila pochi estremisti
!
Marinella: 47 anni, madre, moglie, lavoratrice, abitante, a Villarfocchiardo
(valle di susa).
Questo è il referto medico dell’ospedale:
- Ferita profonda al viso
- frattura delle ossa e del setto nasale con infossamento
- frattura del margine orbitario di un occhio
- rottura scomposta della mandibola
- ferite alla testa con trauma cranico
- ematomi alle gambe
- versamento ad un’ovaia
In quattro si sono accaniti su di lei quando era già a terra.
Per i politicanti che muovono solo la lingua è questo il metodo da
perseguire ed è Marinella “l’estremista” da punire. Ci accusano di essere
violenti mentre loro, “brava gente”, usano questi innocui metodi: bruciare i
presidi, far picchiare a sangue cittadini inermi dai militi, controllare e
orientare i media, diffamarci attraverso i giornali, far minacce con lettere
minatorie….
…ma stanno sprecando solo fiato, tempo e soldi.
Naturalmente tutta la nostra solidarietà a chi, come Alberto Perino, in
questi giorni sta ricevendo lettere con minacce di morte.
Comitato no tav Spinta dal bass – Spazio sociale libertario Takuma
[ #
27/02/2010 11.47.35 ]
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Beppe
ha scritto:
Sul palco di Sanremo sono stati esibiti come degli animali rari alcuni operai della Fiat di Termini Imerese. Il pubblico, posti in platea a 660 euro per l'ultima serata, ha applaudito i disoccupati. Avrebbe potuto limitarsi "a far tintinnare i gioielli", come disse John Lennon durante un concerto alla Royal Variety Performance in presenza della famiglia reale. Gli operai sono stati introdotti dal piduista Costanzo (tessera 1819), preceduti da un rampollo Savoia e infine benedetti da Bersanetor e da Scajola, rappresentanti della classe politica che ha distrutto l'economia del Paese. Fischi per Bersanetor e applausi di censo per Scajola. In sottofondo, quasi impercettibile, si è sentito un tintinnar di manette.
[ #
22/02/2010 9.25.55 ]
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Mariano
di Prazzo ha scritto:
Arveire Silvio.
Ti avevo sentito pochi giorni fa, una telefonata per salutarti visto che da un pò non ti sentivo e per sapere se saresti venuto anche tu all’incontro di Paratge a Cavour e mi hai detto dell’operazione improvvisa, della malattia, del dolore, ti ho sentito stanco, provato.
Ma prima di tutto mi hai detto della preoccupazione per il giornale, La Vous de Castelmanh, dopo tutto quanto ti era successo il tuo cruccio era quello di non riuscire a garantire l’uscita del numero di Pasqua.
Arguto, sincero e franco, da galantuomo hai amato la tua terra e la tua gente portando avanti le tue idee in modo determinato e discreto, sempre in prima linea, ma senza clamori.
Sei uno degli incontri belli che la vita mi ha regalato, un amico sincero, sapevo dove ti avrei trovato, sempre, sapevo da che parte stavi, sempre, ora so che non ci sei più.
Mi mancherai Silvio, ci mancherai tanto, te ne sei andato in punta di piedi, discreto come sempre, ma si vede dove sei passato,tracce profonde rimangono, in noi prima di tutto.
Grazie Silvio, un abbraccio e arveire.
Mariano Allocco
[ #
20/02/2010 15.09.07 ]
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Charé Moulà
ha scritto:
è con dolore che apprendiamo la scomparsa dell'amico Silvio di Castelmagno.
A tutti gli amici ed alla famiglia giungano le nostre più sentite condoglianze.
C.M.
[ #
19/02/2010 12.02.51 ]
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pinot
di val susa ha scritto:
leggo con piacere lo scritto di Marcula riguardo il tav in valle.Sono appena tornato dal presidio di Susa e mi hanno comunicato degli scontri, anzi "contatti", con alcuni feriti e un ragazzo isolato e malmenato.Se volete notizie precise e non filtrate dalla banda del cemento e tondino per"la busiarda"seguite il consiglio di collegarvi al sito notav.eu.Seguiranno filmati suyoutube.A SARA' DURA.
[ #
17/02/2010 21.04.24 ]
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Charé Moulà ass. cult.
ha scritto:
Ne avevamo sentito parlare ma una lettera di Marqula ci ha spinti a comprare Ousitanio Vivo e leggere l’articolo in questione. Ecco alcune considerazioni che (anche se sicuramente polemiche) vorremmo condividere coi lettori.
Grazie.
E’ con stupore che abbiamo letto l’articolo “si tav” sull’ultimo numero di O.V.
Non che prima nutrissimo speranze particolari nell’occitanismo in generale e nel ruolo positivo che potrebbe avere nelle Valli… ma, letto quest’articolo, viene davvero da chiedersi quali siano i valori che sostengono lo scrivente e, perché no?, il Vostro giornale.
Non il rispetto per le minoranze, visto che l’unico punto di vista sulla vicenda che esce dall’articolo è quello di una maggioranza informata in materia solo da media prezzolati e/o interessati economicamente all’opera.
Non l’amore per il territorio ed il rispetto per le migliaia di persone che lo difendono, che, scusate se è irrilevante, temono per la salute propria e dei propri figli e cercano di evitare ad una valle già disastrata dall’insistenza di ferrovie, autostrade e strade ecc. ecc. la disfatta di una ventina (almeno) d’anni di camion, scavi, polveri più o meno sottili e più o meno cancerogene.
Non l’amore per l’onestà e la trasparenza visti “certi” interessi che solo chi ha gli occhi foderati di prosciutto tagliato ben spesso può non vedere dietro le “grandi opere” in Italia…
Non l’attenzione per come vengono spesi i soldi di tutti, visto che quest’opera (prima delle sicure ricapitolazioni che avverranno e che molti interessati auspicano) costa una cosa come 60 euro al millimetro… (e chissà quante opere utili alle nostre valli se non al piemonte tutto ed alle regioni fontaliere, si potrebbero fare con quei soldi, anche andando a “bassa velocità”).
Non parliamo poi di un’auspicabile ammirazione che tutti potremmo avere per una valle che (esempio alquanto raro) per una volta non si fa mettere i piedi in testa dagli interessi esterni.
Per informarsi meglio sul progetto, sui suoi costi ambientali, sulla durata presunta dei lavori, sui disagi incredibili che questi porteranno alla bassa e media valle, sull’opportunità di quest’opera e magari anche su altre cosette interessanti, vi consigliamo di consultare il sito http://www.notav.eu/ e magari parlarne con la gente della valle prima di prendere delle posizioni quantomeno curiose per un giornale da cui ci si aspetterebbe più attenzione e maggior approfondimento per certi temi. Esistono per esempio studi seri (sia del Politecnico di Torino sia di Milano che di Università francesi) che mettono in dubbio fortemente l’opportunità di questo tratto di T.A.V.
Purtroppo in Italia spesso conta di più la presentazione faziosa dei media sostenuti dallo Stato con pubblici contributi (o da precisi interessi di gruppi che altro non fanno che parlare di grandi opere…). Sarebbe bello se, almeno su giornali che fanno riferimento ad un territorio e ad una minoranza (peraltro interessati dal progetto), si tenesse in considerazione anche questa contro-informazione, spesso molto più scientifica e precisa.
Anche perché non crediamo, soprattutto parlando dalle nostre Valli, che sia andando sempre più veloce e di fretta che imposteremo un futuro degno di esser vissuto.
Associazione Culturale Charé Moulà
[ #
17/02/2010 10.45.58 ]
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Mariano Allocco
di Prazzo ha scritto:
Sgravi fiscali in montagna? Si può, aplichiamo la legge!
“Perchè la legge per la montagna n° 97 del ‘94 rimane ancora da applicare per quanto riguarda alleggerimenti contabili e fiscali?”, domanda posta più volte a rappresentanti istituzionali, il silenzio per risposta.
Legge stupenda l’attuale legge per la montagna, detta anche “legge Carlotto” perché al sen. Natale Carlotto la dobbiamo, legge per certi versi unica, ma eterodossa rispetto all’attuale pensiero prevalente e vedremo il perché.
Il suo obiettivo è l’attuazione dell’art. 44 della Costituzione, “…la legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”.
Al suo primo articolo dice che :“…Le azioni riguardano i profili:
a) territoriale, mediante formule di tutela e di promozione delle risorse
ambientali che tengano conto…delle insopprimibili esigenze di vita civile delle popolazioni residenti..;
b) economico, per lo sviluppo delle attività economiche presenti sui territori montani;
c) sociale, anche mediante la garanzia di adeguati servizi per la collettività;
d) culturale e delle tradizioni locali”.
Evidente in essa la centralità sugli interessi dell’uomo che “vive la montagna”, ma in un contesto in cui le Terre Alte sono da alcuni viste come zona da cui attingere le ultime risorse e da altri luogo nel quale far prevalere l’ambiente sull’uomo che lo abita, a mettere in secondo piano le “insopprimibili esigenze di vita civile delle popolazioni residenti” ci sta pensando una innaturale alleanza tra interessi “verdi” e interessi “affaristici”.
A volte quassù si ha veramente la sensazione di essere presenza residuale e d’impaccio alle altrui “magnifiche sorti e progressive”, chi ora tornerebbe a scrivere in un testo di legge che occorre innanzitutto tener conto delle “insopprimibili esigenze di vita civile delle popolazioni residenti” ?
Il prevalere delle regole di mercato e l’approccio contrattuale alla vita delle persone, non ammettono più un frasi di questo tipo, è questa l’eterodossia della legge che ha portato al suo parziale accantonamento, nel silenzio complice del Pie e del Monte.
La “legge Carlotto” è nata in Piemonte, anzi in provincia di Cuneo, non solo perché da qui proviene il suo relatore, ma perché qui sono molte delle menti che hanno collaborato alla sua stesura, da allora le dinamiche prevalenti nel governo delle Terre Alte, sia sul piano istituzionale che normativo, sono molto cambiate.
Strumento di supporto all’approccio comunitario per “vivere il monte”, la “Carlotto” rimane un pilastro nella storia delle Terre Alte, riporto qui i titoli dei principali articoli, l’elenco dà la misura della portata di questa legge:
Art. 3. Organizzazioni montane per la gestione di beni agro-silvopastorali.
Art. 4. Conservazione dell'integrità dell'azienda agricola.
Art. 5. Procedura per l'acquisto della proprietà.
Art. 6. Usucapione di fondi rustici e trasferimenti immobiliari.
Art. 7. Tutela ambientale.
Art. 8. Caccia, pesca e prodotti del sottobosco.
Art. 9. Forme di gestione del patrimonio forestale.
Art. 10. Autoproduzione e benefìci in campo energetico.
Art. 11. Esercizio associato di funzioni e gestione associata di servizi pubblici.
Art. 12. Servizi. Usi civici.
Art. 13. Interventi per lo sviluppo di attività produttive.
Art. 14. Decentramento di attività e servizi.
Art. 15. Tutela dei prodotti tipici.
Art. 16. Agevolazioni per i piccoli imprenditori commerciali.
Art. 17. Incentivi alle pluriattività.
Art. 18. Assunzioni a tempo parziale.
Art. 19. Incentivi per l'insediamento in zone montane.
Art. 20. Collaborazione tra soggetti istituzionali.
Art. 21. Scuola dell'obbligo.
Art. 22. Riorganizzazione degli uffici e dei servizi dello Stato.
Art. 23. Deroghe in materia di trasporti.
Art. 24. Informatica e telematica.
Tutti temi noti alla gente delle Terre Alte, tutti problemi aperti!
Ma ora torno al quesito iniziale, all’art. 16, perché è un tema caldo, inderogabile, sul quale occorre agire senza perdere il tempo che non si ha più, torno sulla necessità di sgravi fiscali e burocratici per gli imprenditori che operano sui monti.
Quanti sono nelle valli i paesi dove non si trova un bar o un negozio aperto d’inverno? Quante le attività che quassù tendono ad andare in “letargo” perché il bilancio economico tra spese (di riscaldamento e burocrazia innanzitutto) e ricavi lo impone? Quante sono le imprese che chiuderanno nei prossimi anni?
Ora, visto che la legge all’art. 16 dispone che “per i comuni montani ….la determinazione del reddito d'impresa .…può avvenire…sulla base di un concordato con gli uffici dell'amministrazione finanziaria. In tal caso le imprese stesse sono esonerate dalla tenuta di ogni documentazione contabile e di ogni certificazione fiscale..”, pongo ancora e di nuovo il quesito irrisolto: perché mai non si applica quanto da esso disposto? Cosa impedisce di rendere operativo questo articolo?
Se qualche impedimento esiste vorrei, vorremmo conoscerlo e sapere come e quando si intende rimuoverlo e questo torno a chiederlo ai nostri rappresentanti in Parlamento, ai candidati alle elezioni regionali, alla pres. Bresso e all’on. Cota innanzitutto.
Rimaniamo in attesa, sperando in risposte diverse dal solito…..silenzio.
Mariano Allocco
[ #
10/02/2010 15.23.33 ]
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