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L'ORIGINE DELLA LINGUA D'OC  
Prendendo come riferimento la particella usata per l'affermazione già Dante Alighieri aveva distinto tre grandi ceppi linguistici romanzi: Oc, Oil e si.
Oc deriva dal latino hoc est (questo è); Oil da illud est (quello è) e si da sic est (così è). Se, col tempo, oil ha dato origine all'attuale "oui" francese, pare che, nelle vallate Italiane, l'oc si sia trasformato in "bo" (per es.: sies pa aná al marchá ? Bo, bo que siou aná !), col tempo la particella oc si è persa (oggi in molte valli si utilizza oui, jà, bo, ben, si o se) ma la lingua Occitana no.

Dunque l'occitano, l'italiano ed il francese sono le principali lingue romanze nate dal latino (le altre sono lo spagnolo, il sardo, il rumeno ed il ladino oltre al catalano che verrà successivamente a formare una lingua a se). Senza dubbio l'Occitano è, tra le lingue neolatine, la prima che può vantare testi scritti ed una letteratura vera e propria giunta sino a noi.

Nonostante le vicende politiche, che mai hanno permesso la costituzione di uno stato occitano, la lingua d'Oc ha sempre mantenuto un'importanza preminente, tanto da essere praticamente la prima lingua letteraria nel Medio Evo dopo il latino. E' questo il periodo dei "troubadours", poeti e musici apprezzati al loro tempo in tutta Europa, che cantavano in occitano le gesta dei cavalieri, l'amore (spesso adultero) per le dame ed altri valori che, in qualche modo, si ritrovano ancor oggi nel carattere delle genti d'Oc. "Questi valori - il 'pretz', ossia la riconoscenza pubblica delle proprie qualità, la 'largueza', o generosità d'animo, l' 'humiltat', la 'convivencia', ossia la tolleranza, la 'jovent', il privilegio della giovinezza di spirito - si precisavano, così, in un atteggiamento generale, definito 'paratge', autentica novità sociale apportata dal movimento trobadorico, che investiva ogni comportamento dell'individuo e la sua concezione etica, definiti 'mezura' e 'cortezia' ed esaltati nel rapporto amoroso sublimato, la 'fin'amor', estrapolazione del rapporto feudale a quello uomo-donna (con la riabilitazione morale di quest'ultima finalmente non vista come fonte di peccato ma di ispirazione poetica). La grande varietà di temi, stili e generi, la ricchezza dei valori espressi, la forma musicale dei testi, una raffinata tecnica letteraria promossero la diffusione della lirica trobadorica ben al di là dei limiti dell'Occitania, fino ad influenzare i trouvéres francesi, i Minnesinger tedeschi, i poeti di Galizia e Portogallo, la scuola siciliana ed il "dolce stil novo". [ 1 ]
La sublimazione dell'erotismo, la tolleranza verso la diversità e l'uguaglianza morale facevano dell'Occitania un'isola di gaiezza nell'oscuro medio evo europeo.
Per comprendere la portata e l'importanza della lingua d'Oc, si pensi che lo stesso Dante, nello scrivere la sua Divina Commedia, utilizza solo tre lingue: il volgare che gli era proprio; il latino, cioè la lingua colta e l'Occitano, con cui fa parlare i tre trovatori che incontra nel proprio viaggio (pare addirittura che egli abbia avuto la tentazione di scrivere la propria Commedia in lingua d'Oc).

In questo momento di fulgore, l'Occitano antico trovadorico è in realtà una koiné che privilegia il dialetto Limosino, la quale diviene un vero e proprio punto di riferimento per i poeti in lingua volgare di gran parte dell'Europa. La lingua utilizzata per gli atti giuridici ed amministrativi è invece di ispirazione tolosana ma le basi per una lingua comune, comprensibile su di un territorio vasto e con regole certe c'erano tutte.

Fu però sul piano politico, militare e di difesa delle proprie libertà religiose che il popolo occitano perse la propria chanse di essere nazione, diventando anzi, col tempo, la più importante delle "patrie negate" dell'Europa intera.


[ 1 ] Alessandro Vallarino, dal sito: http://www.geocities.com/Athens/Styx/7684/occitania.html


la frammentazione e la perdita d'identità culturale

                     

LA STORIA E LA LINGUA D'OC  

- l'origine della lingua
- la frammentazione e la perdita d'identità culturale
- le parlate di media e bassa valle
- la realtà attuale
- le grafie
- il ballo e la musica tradizionali
- il canto tradizionale delle Valli
- tradizioni e cultura nelle Valli

 
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